Anche questo è Vie

Espressione incantata, sorridente, sguardo rapito dai palazzi che raccontano la storia della città e pacchetti tra le mani. Riconosco Ruth, la tour manager di Edit Kaldor, dal suo pass verde e dalla borsina rossa con scritto “Vie”. La saluto, mi avvicino e le chiedo “Tutto bene?”. Lei, entusiasta, mi fa vedere tutto ciò che ha comprato: parmigiano, aceto balsamico, salumi e altri prodotti tipici emiliani. Dice che il cibo è squisito e la città favolosa. Passeggiamo insieme, chiacchierando del più e del meno. Non ci conosciamo ma è come se lavorassimo insieme da anni. Anche questo è Vie.

La rivoluzione non russa

Crampi: il muscolo contratto e il corpo che non risponde a se stesso.

Smetti di appartenerti per un momento.

Quanti movimenti succedono come se fossi subito da un crampo.

Senza accorgerti di quello che succede addosso. Di quello che costruisci nello spazio intorno mentre ti muovi.

Eppure basterebbe la musica. Chiudere gli occhi e sentire il sole che attraversa le palpebre chiuse. – tutto si colora di rosso –

Basterebbe la voce di Silvia.

Motus, MucchioMisto, Making the Plot.

Riappropriarsi dei corpi, delle storie.

Ridare senso alle cose.

È questa la vera rivoluzione.

Tofu 500 g x 20 cm x 10 x 5

 

 

 

 

 

 

 

 

Tofu, tofu, tofu.

A chiedere ai negozianti, non sapevano nemmeno cosa cercare.

Alla fine eccole, due confezioni sul fondo dello scaffale. Le misuro con lo sguardo e sollevo la più vicina.

Cinquecento grammi, ok.

Ed è lunga quanto una spanna.

Ruoto il rettangolo sul lato più corto, poi lo guardo in spessore.

C’est du chinois, confezione di tofu 500 g x 20cmx10x5. Presa.

Colazione da Okada

Scatola rossa, scatola gialla, scatola verde. Tisana alla liquirizia.

Tisana alla liquirizia, scatola verde, scatola gialla, scatola rossa.

Avanti e indietro un paio di volte, alla fine opto per quella rossa. Un classico del buon risveglio.

Compagnia Okada, bollitore, tazze, bustine da tè.